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Tutte le Masserie Fortificate del territorio di Melendugno collocate in un itinerario

Nel territorio di Melendugno sono state censite più di quaranta masserie tra fortificate e non, comprese quelle di cui rimane solo una testimonianza storica documentata. In questo itinerario ne proponiamo alcune più significative che hanno conservato, alcune meglio di altre, gli elementi caratteristici di fortificazione.

Ma cos’è una masseria fortificata e quali sono le sue caratteristiche?

Le masserie, che inizialmente nascono senza fortificazioni e si sviluppano nel periodo medievale come evoluzione delle ville romane, erano il luogo della vita e delle attività dei massari e delle famiglie contadine al servizio del signore feudatario. Ciò che dal punto di vista storico conferisce nuovo valore alla loro funzione, è il ruolo che queste hanno avuto nellazione di difesa del territorio e degli abitanti dalle aggressioni nemiche durante il cinquecento e i secoli successivi. Il lavoro quotidiano infatti è turbato dai costanti e sempre più ricorrenti tentativi di invasione da parte delle popolazioni saracene che tengono sotto assedio la costa del sud-est adriatico con continue rappresaglie.

Paradossalmente, la minaccia degli invasori ha spinto le famiglie contadine, i massari e i ricchi signori a unire le forze per edificare fortificazioni nell’area produttiva, consentendo sia la ripresa delle attività agricole e della situazione economica, sia la creazione di una rete difensiva contro le incursioni, in cui ogni masseria costituiva un vero e proprio avamposto collegato alle torri costiere. Le masserie erano diventate dunque un centro di ricchezza da proteggere con sistemi appropriati per resistere ad un eventuale attacco e assedio: torri di avvistamento, caditoie per gettare olio bollente, feritoie per sparare con gli archibugi e mura di cinta diventano elementi irrinunciabili dell’edificio.

Itinerario:

1. Masseria Tricero (contrada Capitano)

In una contrada appena fuori dal centro abitato di Melendugno tra la provinciale per Calimera e Via Segine, proprio nei pressi dell’antico monumento megalitico del Dolmen Gurgulante, si trova la cosiddetta Masseria Tricero.

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Si ritiene che sia la più antica masseria costruita nel territorio comunale, risalente al XIV secolo. Forse questo spiega come mai sia di dimensioni più modeste in confronto alle altre testimonianze di questa tipologia costruttiva presenti nelle vicinanze. La struttura, nella quale si distinguono almeno tre ambienti affiancati, alcuni che avevano una copertura a volta, altri a tetto spiovente, ha ormai perso le sue iniziali caratteristiche a causa di alcuni crolli ma ha mantenuto in buono stato le mura perimetrali.

Fortunatamente ha conservato anche l’elemento difensivo principale che la caratterizza quale edificio fortificato: si tratta della sua particolare torre a base circolare e mura spioventi che, con questa forma più simile a una pajara o a un trullo, è uno dei pochi esempi per una masseria. Questa era invece il punto di avvistamento per la protezione della famiglia proprietaria ma non è escluso che, trovandosi proprio nei pressi del paese, potesse essere utile a dare un eventuale allarme alla cittadinanza in caso di aggressioni provenienti dall’entroterra.

La presenza di una caditoia al di sopra dell’ingresso, e il parapetto in cima dotato di feritoie, al quale si poteva accedere soltanto aiutandosi con una scala rimovibile, costituiscono le fortificazioni che le permettevano di resistere, almeno per un po’, ai tentativi di intrusione di malintenzionati.

2. Masseria Coviello

Situata lungo il confine territoriale del comune di Melendugno con quello di Vernole, nei pressi di Acquarica, e raggiungibile addentrandosi nelle stradine di campagna nella zona detta Calicregna, è costituita da più edifici aggregati che riuscivano ad ospitare famiglie molto numerose di massari, contadini e braccianti.

Inoltre, a testimonianza di come quasi certamente questa zona fosse molto adatta allo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento, è da notare come a guardia dell’esteso fondo coltivabile nei dintorni sono presenti ben due complessi rurali a poca distanza l’uno dall’altro che si distinguono in Masseria Coviello Grande e Masseria Coviello Piccolo.

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La prima è quella che si dimostra di più interesse poiché risalente al XV secolo, fortificata e più imponente per dimensioni, estesa com’è per un perimetro di circa 250 metri. Purtroppo però gran parte degli ambienti interni è andata distrutta, soprattutto quelli situati al piano superiore, ma con delle immagini dall’alto è possibile osservare il numero e la disposizione degli stessi.

Resta visibile un elemento centrale settecentesco a due piani utilizzato come torre di avvistamento, ma sembra non essere stato realizzato inizialmente con quella funzione. In corrispondenza dell’entrata ad arco di questo ambiente sono presenti lo stemma della masseria e una caditoia per respingere tentativi di ingresso indesiderati.

Masseria Coviello piccolo invece è di epoca più recente, risale infatti all’Ottocento. Si compone di ambienti più raccolti e dimensioni complessive minori ma testimonia ugualmente il fatto che nel secolo di appartenenza l’economia rurale fosse in espansione considerata la necessità di costruire una nuova masseria nelle vicinanze di un’altra già esistente.

3. Masseria San Basilio

Dall’entroterra spostiamoci verso la costa, per trovare una delle più importanti fondazioni agricole immersa in un’area di vegetazione spontanea ma un tempo anche paludosa e solo recentemente risanata.

La masseria San Basilio, come per i precedenti casi, prende il nome dalla contrada in cui è stata costruita, situata su una zona di fascia costiera ancora incontaminata, tra Torre Specchia e San Foca, costituita da svariati punti panoramici che le danno un alto valore paesaggistico e naturalistico.

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L’edificio purtroppo è in stato di abbandono dalla fine delle attività del secolo scorso, ma si è conservata la grande torre cinquecentesca che si innalza per circa 15 metri e che poteva vigilare su tutto il fabbricato oltre che difenderlo da eventuali incursioni: possiede infatti un piombatoio in corrispondenza dell’ingresso e un parapetto con delle feritoie che consentivano sia di ripararsi e al contempo attaccare con le proprie armi.

Inoltre, come già accennato, spesso le masserie dotate di una propria torre di avvistamento entravano a far parte della rete difensiva costituita principalmente dalle torri costiere e permettevano una comunicazione con l’entroterra e una organizzazione comune a livello di avamposti militari.

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4. Masseria Incioli

In prossimità della Masseria San Basilio, sulla via principale per San Foca, si trova invece Masseria Incioli della quale si può dire che con la sua torre va a completare quella funzione difensiva descritta poco fa, almeno per quanto riguarda l’area di accesso a San Foca.

Sembra quasi che il ruolo riservato alla masseria quale quello di luogo di lavoro agricolo passi in secondo piano. Ma quella di dotarsi di tali strutture era una esigenza dettata dalla necessità, quella di proteggere il raccolto e le famiglie, che poi ha avuto una diretta ricaduta dal punto di vista militare.

Un esempio estremo di questo fatto si può ritrovare nei pressi dell’entrata di Torre dell’Orso sulla provinciale 297 con il caso della cosiddetta Masseria Lama, la quale continua ad essere identificata con questo nome anche se dei suoi resti rimane soltanto una torre di guardia a due piani.

Della masseria Incioli invece si possono scorgere le mura perimetrali e alcuni vani coperti da tegole spioventi. Inoltre la sua torre, che inizialmente era a pianta quadrata, è stata ampliata con l’aggiunta di altri due ambienti nel sedicesimo secolo che ne riprendono lo stile originario e sono stati tutti ugualmente dotati di caditoie in corrispondenza di porte e finestre.

5. Masseria Mancarella

Una delle più antiche testimonianze di questa tipologia costruttiva si può ritrovare lungo la strada vicinale Mancarella che si sviluppa parallelamente alla provinciale 145 e che da Melendugno permette di raggiungere direttamente l’area archeologica di Roca Vecchia e la Grotta della Poesia. Si tratta di una masseria settecentesca che doveva svilupparsi su due piani e aveva a disposizione un ampio cortile.

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Masseria Mancarella era strutturata come una vera fortezza, aveva infatti un solo ingresso molto ben protetto e dotato di fortificazioni tra cui un piombatoio. A completare le difese infine vi era una torre, recentemente crollata, affiancata al complesso abitativo ma che stando alla data di costruzione incisa del 1601 doveva essere preesistente alla masseria.

L’area in cui è edificata la masseria è interessante anche per un’altra particolarità, quella di ospitare numerose grotte, alcune naturali, altre che potevano essere in principio il risultato di insediamenti rupestri, largamente diffusi nel territorio di Melendugno e sopratutto nelle sue marine.

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